Nato nella campagna cosentina nel 1971, vive e lavora a Rende (Cs).

Dopo aver immagazzinato colori, odori e sapori campestri già dagli anni dell’infanzia prende a disegnare  la realtà che lo circonda: paesaggi e interni di casa.

Negli anni ’80 del ‘900 lo stesso artista ricorda: “disegnando sentii una trasformazione dentro me, percepivo la necessità di esprimere quello che toccava il mio stato più intimo, più profondo.”

I disegni del piccolo Pier Paolo sono notati da un amico di famiglia, Giovanni Apreda, pittore e docente di Disegno a Cosenza. Apreda diventa così per il giovane artista una “fonte” inesauribile, amico, punto di riferimento, guida, stimolo continuo alla curiosità inesauribile del neofita.

Intanto il giovane sceglie di frequentare il Liceo Scientifico, per seguire il suo altro grande amore: la matematica.

Nel 1992, ormai diplomato, Nudi si iscrive alla facoltà di Scienze Statistiche che concluderà con la laurea nel 1998.

Questi degli studi universitari sono anni intensissimi, in cui lo studio si alterna con viaggi, in Italia e all’estero.

Le scienze statistiche si intrecciano con l’arte, nel 1994 si cimenta con il Bodypainting.

Intanto inizia ad esporre in Calabria, collettive e personali si susseguono.

Tra il 1994 e il 1995 è impegnato nel servizio militare.

I viaggi, le conoscenze, le frequentazioni, le esperienze e la contemporanea formazione scientifica ed umana indirizzano e modificano il suo fare artistico.

Nel 1999 conosce lo scultore Francesco  Bitonti e l’iconografo Stefano Armakolas. Insieme a loro intraprenderà un lavoro di ricerca artistica sull’introspezione il cui manifesto: “Introspezionismo Artistico” sarà firmato nel 2008.

Nel frattempo la ricerca e la sperimentazione artistica hanno portato Nudi oltre; l’artista si distacca dal paesaggio campestre, nascono le Collezioni: “Gente Comune” e “Introspezioni“.

Degli anni 2000 sono ancora nuovi viaggi, il matrimonio, i figli.

Nel primo quinquennio del nuovo millennio osserva molti artisti, sente molto vicino il lavoro di autori come Piet Mondrian, Frank Stella, Enrico Castellani, Richard Smith, Robert Rauschenberg, Joseph Kosuth, Bruce Nauman.

Dal 2007  le sue opere iniziano ad essere viste ed apprezzate da un pubblico di collezionisti più specificatamente interessato alla produzione artistica contemporanea.

Dal 2008 è Accademico  dell’”Accademia Angelica Costantiniana” di Roma.

Nudi, a fine del 2009, scrive un saggio nel quale definisce la “MultivariArte”.

Dal 2009 ad oggi si impegna sempre in opere “Concettuali” costruite attraverso una ricerca estetica e contenutistica, lavori artistici ordinati in Collezioni: “Multivario“, “Segmenti Multipli“, “Evanescenze“, “Traslucenze“, “Colori Multivariati“, “Approssimazioni“, “Dimensionale Multiplo“, “Trasparenza Dimensionale“, “Codice Multiplo“.

In Dimensionale  Multiplo dalle tecniche miste Nudi passa alle tele estroflesse applicate su tavola.

Dal 2010 l’opera Nudi è acquisita dalle più importanti case d’aste di arte moderna e contemporanea italiane.

Vincitore del Galà de l’Art 2016 di Montecarlo, evento culturale patrocinato dall’Ambasciata Italiana nel Principato di Monaco.

Nel  2017 il critico e storico d’arte prof. Vittorio Sgarbi presenta la “MultivariArte” di Nudi a Piacenza.

Ad oggi sono numerose le sue esposizioni collettive e personali.

Le sue opere figurano in numerose raccolte e collezioni private in Italia e all’estero.

Attualmente l’Artista è impegnato in ricerche e sperimentazioni di arte concettuale.

Emanuela Catalano

30 Settembre 2018 esposizione Galleria Viscontea, via G. Cavalcanti 8, Milano;

 

5 – 7 Maggio 2018 esposizione presso lo spazio “La Posteria”, via Giuseppe Sacchi 5/7, Milano;

 

11 – 30 Aprile 2018 esposizione Galleria Ambrosiana & Poleschi, via Sant’Agnese 18, Milano;

 

4 – 6 Novembre 2017 esposizione presso lo spazio “La Posteria”, via Giuseppe Sacchi 5/7, Milano;

 

21 – 31 Ottobre 2017 esposizione Galleria Ambrosiana & Poleschi, via Sant’Agnese 18, Milano;

 

6 – 13 Ottobre 2017 esposizione Galleria Pananti, Palazzo Peruzzi de’ Medici, via maggio 28/A, Firenze;

 

2 Giugno 2017 esposizione dell’opera “L’Italia in 3d” in occasione della Festa Nazionale della Repubblica Italiana istituita dall’Ambasciata d’Italia e alla presenza di S. A. S. il Principe Alberto II di Monaco presso Montecarlo Beach, Principato di Monaco;

 

11 Marzo 2017 Vittorio Sgarbi presenta la “Multivariarte” di Pier Paolo Nudi alla  Iori Casa d’Aste, via pietro cella 9, Piacenza;

 

Febbraio 2017 esposizione Galleria Viscontea, via carlo pisacane 57, Milano;

 

2 – 9 Dicembre 2016 esposizione Galleria Pananti, Palazzo Peruzzi de’ Medici, via maggio 28/A, Firenze;

 

Novembre 2016 esposizione Galleria Mecenate, via mecenate 76/33, Milano;

 

Settembre 2016 esposizione Galleria Iori, via pietro cella 9, Piacenza;

 

Settembre 2016 mostra collettiva Geni Comuni 3° edizione, Museo del Presente, Rende (Cs);

 

Luglio 2016 Premio “Confapi Calabria” esposizione presso Grand Hotel San Michele, Cetraro (Cs);

 

Luglio 2016 esposizione nelle sale di rappresentanza dell’Ambasciata Italiana di Monaco dell’opera 1° classificata alla rassegna internazionale d’arte Gala de l’art 2016, Principato di Monaco;

 

Giugno 2016 esposizione Hotel Fairmont sala Mistrau, Gala de l’Art 2016, Principato di Monaco – Montecarlo;

 

Aprile 2016 esposizione Galleria Mecenate, via mecenate 76/33, Milano;

 

Marzo 2016 31th Chelsea International fine art competition, New York;

 

Febbraio 2016 esposizione Galleria Viscontea, via carlo pisacane 57, Milano;

 

Ottobre 2015 esposizione Galleria Mecenate, via mecenate 76/33, Milano;

 

Luglio 2015 mostra collettiva Geni Comuni 2° edizione, Museo del Presente, Rende (Cs);

 

Giugno 2015 esposizione opera 3° classifica al Gala de l’art 2015 alla Festa della Repubblica d’Italia, Principato di Monaco – Montecarlo;

 

Maggio 2015 esposizione Hotel Fairmont sala Mistrau, Gala de l’Art 2015, Principato di Monaco – Montecarlo;

 

Aprile 2015 esposizione presso Galleria The Prestige, via posillipo 275, Napoli;

 

Marzo 2015 30th Chelsea International fine art competition, New York;

 

Marzo 2015 esposizione Galleria Iori, via pietro cella 9, Piacenza;

 

Febbraio 2015 ART PRICE – Premio Carlo Bonatto Minella, Torino, Praga, Londra;

 

Dicembre 2014 Memorial del maestro Giacomo Avolio, Complesso Monumentale Salone Razetti, Altomonte;

 

Luglio 2014 Modart moda, arte e spettacolo, Museo MAM, Cosenza;

 

Giugno 2014 mostra collettiva Geni Comuni, Museo del Presente, Rende (Cs);

 

Settembre 2013 mostra collettiva Progetto Arti Visive, Museo MAM, Cosenza;

 

Maggio 2013 esposizione Hotel de Paris, Gala de l’Art 2013, Principato di Monaco – Montecarlo;

 

Marzo 2013 esposizione “Multivariarte”,  Museo MAM, Cosenza;

 

Giugno 2012 esposizione Elite lounge bar, Rende;

 

Marzo 2012 27th Chelsea International fine art competition, New York;

 

Dicembre 2011 esposizione Galleria Pananti, via maggio 28, Firenze;

 

Novembre 2011 esposizione Galleria Parronchi, Milano;

 

Marzo 2011  26th Chelsea International fine art competition, New York;

 

Dicembre 2010 esposizione Castello di Serravalle, Repubblica di San Marino;

 

Novembre 2010 rassegna d’arte contemporanea “Guglielmo II” – Museo di Monreale;

 

Giugno 2010 rassegna “La nuova arte” sala Ermes, Rende;

 

9 Febbraio 2008 presentazione nuova corrente artistica l’introspezionismo “viaggio all’interno dell’anima e nell’infinito dello spirito” sottoscrizione del manifesto da parte dei maestri Stefanos Armakolas, Francesco Bitonti e Pier Paolo Nudi, Palazzo della Rovere –  via della conciliazione, Roma;

 

Dicembre 2008 proclamazione accademico pittore dell’Accademia Angelica Costantiniana, Roma;

 

Giugno 2007 premio Arte 2007  Editoriale Giorgio Mondadori, Milano;

 

Gennaio 2007 Comic X Africa Associazione onlus Arts x World realizzazione strutture umanitarie in Tanzania, Benevento;

 

Settembre 2006 6° Premio Nazionale di Pittura e Scultura Città di Novara;

 

Luglio 2006 Premio Celeste 2006, San Gimignano (Si);

 

Luglio 2006 premio internazionale d’arte presso la galleria 3D La Colomba, Venezia;

 

Giugno 2006 premio Arte 2006  Editoriale Giorgio Mondadori, Milano;

 

Giugno 2006 esposizione galleria Espace Saint – Martin, Parigi;

 

Giugno 2006  esposizione galleria Espace Saint – Martin, Parigi;

 

Aprile 2006  esposizione Plaza Cafè, P.za Matteotti, Rende;

 

Dicembre 2005 premiazione Galarte05 IX edizione, Montalto Uffugo;

 

Dicembre 2005 esposizione Galleria VG Arte, Rende;

 

Settembre 2005 Galarte05 IX edizione, San Vincenzo La Costa (Cs);

 

Giugno 2005 I° Concorso Internazionale “Arte a Milano”, Milano;

 

Giugno 2005 premio Arte 2005  Editoriale Giorgio Mondadori, Milano;

 

Giugno 2005 esposizione Galleria Modigliani, Milano;

 

Aprile  2005 esposizione Galleria Scene Art Space, Milano;

 

Maggio 2004  Galarte04 VIII edizione, Cerisano (Cs);

 

Aprile 2004 premio nazionale Agazzi, Mapello Bergamo;

 

Dicembre 2003 premiazione “ Pittori Calabresi”, Mendicino (Cs);

 

Novembre 2003  esposizione Casa delle Culture, Cosenza;

 

Maggio del 2002 premio di pittura Carlo Dalla Zorza 4°edizione, Milano;

 

Maggio del 2002 “Prima e Unical Mostra d’Arte”, Università degli Studi della Calabria, Arcavacata (Cs);

Catalogo Galleria Ambrosiana &  Poleschi Casa d’Aste, Arte Moderna e Contemporanea, Aprile 2018

 

Catalogo Galleria Ambrosiana &  Poleschi Casa d’Aste, Arte Moderna e Contemporanea, ottobre 2017

 

Catalogo Pananti Casa d’Aste, Arte Moderna e Contemporanea, ottobre 2017

 

Quotidiano Libertà, Nudi, simbolismo ermetico dai colori accesi e dinamici, marzo 2017

 

Quotidiano Libertà, Sgarbi su Nudi dalla tela alla tridimensionalità attuale e futura, marzo 2017

 

Piacenza Sera, Sgarbi alla Casa d’Asta Iori per la mostra di Nudi, marzo 2017

 

Piacenza 24, Sgarbi inaugura la mostra di Pier Paolo Nudi con la partecipazione straordinaria della attrice regista Antonella Ponziani alla Iori Casa d’Aste Piacenza, marzo 2017

 

Piacenza Sera, Sgarbi inaugura la mostra di Pier Paolo Nudi  alla Iori Casa d’Aste Piacenza, marzo 2017

 

SMALL ZINE  Magazine di arte contemporanea /anno VI N.21, gennaio 2017

 

Volume Risultati delle Aste Italiane di Arte Moderna e Contemporanea, ArsValue s.r.l., 2016

 

Catalogo Pananti Casa d’Aste, Arte Moderna e Contemporanea, dicembre 2016

 

Artslife, Grandi Maestri dell’Arte Contemporanea, settembre 2016

 

Catalogo Iori Casa d’aste – Grandi Maestri Internazionali dell’Arte Moderna e Contemporanea, settembre 2016

La Provincia di Cosenza, Premio “Confapi Calabria”, 27 luglio 2016

CosenzaPage, Premio “Confapi Calabria”, luglio 2016

Montecarlonews quotidiano online, articolo sull’evento Gala de l’Art 2016, luglio 2016

Ed. n°31 Royal Monaco Art & Culture articolo evento Gala de l’Art 2016, luglio 2016

Rassegna internazionale d’arte Gala de l’Art 2016 articolo su  Royalmonaco journal, giugno 2016

Volume Risultati delle Aste Italiane di Arte Moderna e Contemporanea, ArsValue s.r.l., 2015

Freetime Luxury Lifestyle  – Anno XIII 2015 – Antonella Ferrari, settembre 2015

Collezione Arte Contemporanea – Edizione EXPO 2015 – Editoriale Arte S.T.M. Italia, maggio 2015

Catalogo Iori Casa d’aste – L’Eredità di una Dimora nei Colli Piacentini, marzo 2015

Catalogo Progetto Arte Visive – Provincia di Cosenza, settembre 2013

Sport e turismo  – Gazzetta del Sud,  Febbraio 2012, Francesca Cannataro

Volume Risultati delle Aste Italiane di Arte Moderna e Contemporanea, ArsValue s.r.l., 2011

Catalogo Pananti Casa d’Aste, Arte Moderna e Contemporanea Grafica ed Edizioni, 10 dicembre 2011

Volume Risultati delle Aste Italiane di Arte Moderna e Contemporanea, ArsValue s.r.l., 2010

Catalogo Arte Media Casa d’Aste,  Arte Moderna e Contemporanea, 12 dicembre 2010

Catalogo dell’Arte Moderna N°46, 2010/2011, Editoriale Giorgio Mondadori

Catalogo Rassegna d’Arte Contemporanea di Monreale, novembre 2010

Catalogo dell’Arte Moderna N°45, 2009/2010, Editoriale Giorgio Mondadori

Annuario d’Arte Contemporanea artisti contemporanei 2008/2009, Editrice ACCA in…Arte

Studi sull’oriente cristiano, Accademia Angelica-Costantiniana  Roma 12 1  2008

Art&tra, anno 2°, n°18  Ottobre/Novembre 2008

Art&tra, anno 2°, n°16  Giugno/Luglio 2008

Art&tra, anno 2°, n°15  Aprile/Maggio 2008

Art&tra, anno 2°, n°14  Febbraio/Marzo 2008

Art&tra, anno 2°, n°13  Dicembre/Gennaio 2008

Sicilia7 notiziario di Sicilia del 10 febbraio 2008

Corriere della Sera del 9 febbraio 2008 anno 133 n.34

Annuario d’Arte Contemporanea artisti contemporanei 2007/2008, Editrice ACCA in…Arte

Nuova arte 2007, catalogo antologico, Editoriale Giorgio Mondadori

Nuova arte 2006, catalogo antologico, Editoriale Giorgio Mondadori

Boè anno 3° n°6 novembre/dicembre 2006

Calabria Ora del 21 aprile 2006, Antonio Ricchio

Arte Editoriale Giorgio Mondadori n°398 febbraio 2006

La Provincia del 2 dicembre 2005, Emily Casciaro

Nuova arte 2005, catalogo antologico, Cairo Editore

Boè anno 2° n°4 luglio/agosto 2005

Artecultura anno XXXIX n° 6 giugno 2005

Artshow  3° serie n°106 aprile 2005

Arte Editoriale Giorgio Mondadori n°378 febbraio 2005

Il Quotidiano del 21 maggio 2002, Gabriella Ruggiero

Pier Paolo Nudi, artista calabrese, cresciuto nella bella Rende, è un pittore di pensieri in un intreccio di opere concettuali elaborate in uno stile eclettico, che discende non da un ardore improvviso ma da un progetto precostituito nella memoria. L’artista propone una riflessione sul mondo attraverso originali forme su tele estroflesse applicate su tavola. Il risultato è in lavori che offrono differenti gradi di lettura affidati a sintesi di forme e colori. Il percorso di Nudi parte dalla bidimensionalità della tela per arrivare alla tridimensionalità. Da qui nasce la Multivariarte, ovvero la multiforme varietà di espressioni artistiche.

Vittorio Sgarbi – 2017

 

Nudi, simbolismo ermetico dai colori accessi e dinamici.  Passato, presente o futuro, l’arte interagisce sempre con queste dimensioni. Gli artisti si ispirano spesso al passato, contestualizzano poi l’opera nell’attualità cercando infine proiezioni in avanti. Spesso riuscendovi come dimostra “Multivariarte”, personale di Pier Paolo Nudi, allestita presso Iori Casa d’Aste, in via Cella, 9 – Piacenza. Calabrese, nato nel 1971, ha esordito nei primi anni ’90 e da allora ha cambiato vari stili trovando, da ultimo, stabilità fra Astratto e Concettuale. Si muove fra due codici espressivi: da un lato tecniche miste su fondo piatto che ribadiscono una certa vitalità. Troviamo poi varie serie e cioè: “Approssimazioni”, “Traslucenze”, “Evanescenze”, “Multivario” e “Segmenti multipli”, tutte caratterizzate da frantumata e complessa linearità.  Dall’altro troviamo le ambiziose e suggestive “Opere estroflesse”,  acrilici ottenuti movimentando con geometrico rigore il supporto. E’ affidato al colore puro, in triangolini sapientemente alternati nell’arcobaleno cromatico, l’accentuazione del  dinamismo. Le sue opere diventano così un’alternativa ai dipinti, un superamento del piano rappresentativo verso un simbolismo forse ermetico e uno schematismo talora embrionalmente umanizzato. Forse c’è uno spazio dietro le tele, forse c’è un ritratto o un segno da decifrare, comunque le opere di Nudi arricchiscono il filone dell’estroflessione nell’arte. Quello formato da Agostino Bonalumi, Enrico Castellani e in parte Turi Simeti che hanno inventato la dilatazione dello spazio della superficie.

Quotidiano Libertà, Fabio Bianchi – 2017

 

Sgarbi su Nudi: “Dalla tela alla tridimensionalità attuale e futura”.  Polemico? Trasgressivo? Provocatore? Niente di tutto ciò. Vittorio Sgarbi è stato corretto, ironico al punto giusto, signorilmente educato. Invitato a Piacenza da Stefano Iori, titolare di Iori Casa d’Aste, per presentare “Multivariarte”,  personale  del pittore calabrese Pier Paolo Nudi, Sgarbi ha attirato un folto pubblico. Con Piacenza, poi, a un feeling particolare, conosce bene realtà e potenzialità della città, reduce dalla mostra sul Ghittoni da lui organizzata e dalla visita a quella del Guercino. E ancora prova delusione e rammarico per non aver potuto portare “Ecce Homo” di Antonello da Messina del Collegio Alberoni all’Expo di Milano 2015. Comunque, Sgarbi non ha esagerato nei toni. La sua prolusione è stata un piccolo viaggio nell’arte contemporanea anche perché l’opera Nudi ha molti agganci con l’attualità. Il motto di questi mesi di Sgarbi – fondatore del “Rinascimento”, nuovo ed ambizioso partito – potrebbe in genere essere: “Il popolo va educato alla cultura”. Quindi, a fornito interessanti considerazioni sull’arte ‘900esca, partendo dall’Orinatoio di Duchamp, che ha avuto uno strano contraltare: “Cattelan ha infatti donato al Moma di New York un w.c. d’oro rimesso nella sua funzione, anche perché i musei sono luoghi della meraviglia”. Poi, una battuta sulla nuova e sempre più probabile iconografia sacra: “Gesù Bambino avrà due San Giuseppe”. Originali i riferimenti – per inquadrare la personalità di Nudi – ad Astrattismo, Lucio Fontana, Arte Povera e Pistoletto. Secondo Sgarbi ci sarà un grande rilancio di autori come Nudi, che dalla tela vanno verso la tridimensionalità. Mantiene il rigore del colore astratto. Appartiene al “filone dell’estroflessione” (tela mossa, spinta verso l’osservatore) come già, prima di lui, Agostino Bonalumi ed Enrico Castellani e in parte Turi Simeti. Incontrare il critico Sgarbi è sempre illuminante: personaggio popolare, anche televisivo, sagace, talora aggressivo, però dai tratti umani spiccati. Con l’innata capacità di spaziare in varie direzioni e dimensioni culturali, dal Sacro al Profano, e viceversa. Parla sempre con linguaggio forbito, sintetizzando e arricchendo sempre chi lo ascolta.

Quotidiano Libertà, Fabio Bianchi – 2017

 

Dall’11 al 18 marzo presso la Iori Casa d’Aste, in via P. Cella 21 a Piacenza in collaborazione con la GlobArt di Andrea Bellusci, andrà in scena la mostra personale dedicata all’artista Pier Paolo Nudi. Già vincitore del Galà de l’Art 2016 di Montecarlo, l’evento culturale patrocinato dall’Ambasciata Italiana nel Principato di Monaco, Nudi arriva a Piacenza per presentare il suo ricco e affascinante percorso pittorico.Uno stile eclettico ed innovativo, tanto da attirare l’attenzione del critico Vittorio Sgarbi, che ha voluto tenere a battesimo l’apertura della mostra. La sua è un arte che prende forma da una profonda e meditata riflessione sul mondo visto attraverso differenti chiavi di lettura: scientifico, metafisico, psicologico e emotivo. Nasce da qui la definizione di Multivariarte, un approccio si potrebbe dire olistico alla multiforme varietà di espressioni artistiche. Il risultato sono lavori che supportano differenti gradi di lettura affidati a forme spaziali, pigmentazioni materiche e colori. Un percorso quello di Nudi che parte da una bidimensionalità per giungere fino al concetto di tridimensionalità nello spazio tanto caro ad artisti come Fontana o Bonalumi. Negli ultimi lavori le tele di Nudi invadono lo spazio e lo fanno con la delicatezza e la sensibilità propria del suo linguaggio. Protagonista dei nuovi lavori è, infatti, la trasparenza: gioco di superfici che si sovrappongono emergendo dalla tela attraverso supporti metallici velati da tessuti leggeri e impalpabili che lasciano intravedere gli interventi pittorici applicati con forza sulle tele sottostanti. Il risultato sono quadri dove al rigore matematico delle forme si contrappone alla poesia di un tessuto che sembra quasi respirare. Ed è proprio da questo ultimo filone stilistico che appartengono le due opere inedite che saranno mostrate al pubblico per la prima volta durante l’esposizione alla Iori Casa d’Aste. La prima sarà un lavoro sulle Estroflessioni Trasparenti, la seconda invece è frutto di un’ulteriore elaborazione di Nudi, nata dalla reinterpretazione del Codice Baudot, un linguaggio meccanico usato dalle vecchie telescriventi che Nudi unisce in un mix tra scienza, linguaggio e, appunto, poesia.

Arianna Groppi  – 2017

 

Vincitore del Gala de l’Art 2016 di Montecarlo, sarà il critico e storico dell’arte Vittorio Sgarbi a tenere a battesimo la mostra personale di Pier Paolo Nudi che aprirà al pubblico sabato 11 marzo, alle ore 18.30 presso la Iori Casa d’Aste, in via P.Cella, 9 a Piacenza. L’incontro tra Sgarbi e Nudi avviene grazie a Stefano Iori, titolare della Casa D’Aste e Andrea Bellusci titolare della GlobArt promotori di eventi culturali tra cui Galà de l’Art a Montecarlo. È proprio all’interno di questo contesto internazionale che il critico si “innamora” delle opere di Nudi. Nasce da qui un rapporto di stima che lo ha portato a seguire da vicino il percorso dell’artista. Fino a questa mostra personale che ne ripercorre l’intera carriera attraverso una rassegna di opere che raccontano non solo l’evoluzione stilistica ma anche tutto il complesso e articolato substrato filosofico da cui prendono vita. Un concetto che Sgarbi coglie a ferma attraverso il testo critico che ha realizzato per il catalogo della mostra: “Pier Paolo Nudi, artista calabrese, cresciuto nella bella Rende, è un pittore di pensieri in un intreccio di opere concettuali elaborate in uno stile eclettico, che discende non da un ardore improvviso ma da un progetto precostituito nella memoria. L’artista propone una riflessione sul mondo attraverso originali forme su tele estroflesse applicate su tavola. Il risultato è in lavori che offrono differenti gradi di lettura affidati a sintesi di forme e colori. Il percorso di Nudi parte dalla bidimensionalità della tela per arrivare alla tridimensionalità. Da qui nasce la Multivariarte, ovvero la multiforme varietà di espressioni artistiche.”. Grande soddisfazione per Stefano Iori, titolare di una Casa d’Aste che negli anni è diventata anche “un salotto internazionale” per la promozione dell’arte contemporanea italiana “Siamo molto felici di aver l’opportunità di portare a Piacenza due figure artistiche così importanti. L’arte Contemporanea è un universo complesso e a volte difficilmente comprensibile. Per questo pensiamo che sia importante il connubio tra artista e critico: per poter mostrare al pubblico non solo la suggestione dell’opera ma anche una corretta lettura dei linguaggi utilizzati dall’artista.”

Stefano Iori – 2017

 

Nudi ha un gallerista che apre il suo spazio per esporre i dipinti e mostrarli con una finalità che è quella di aumentare la conoscenza dell’artista e di creare un mercato intorno all’artista, perché non c’è un artista che vive senza mercato, come un pesce che stia fuori dall’acqua. L’operazione è complessa, certo è meglio conoscere un’artista in più che un’artista in meno, occorre anche immaginare che Nudi riesca a colpire l’attenzione di alcuni, perché alcune delle sue opere cambino casa e vadano dalla galleria nella casa di quelli che penseranno che i dipinti di Nudi sono interessanti per loro, pur non essendo dipinti figurativi, pur non essendo dipinti religiosi, pur non essendo dipinti di pittura di genere, ma sono dipinti di concetto, sono pensieri prima che dipinti. Quindi occorre un processo che è tipico dell’arte del novecento che è quello di capire cosa fa un artista rispetto quello che facevano gli artisti su commissione, avevano qualcuno che gli chiedeva un dipinto per un chiesa, per una casa. Qui invece Nudi vive nel suo studio in solitudine, pensa e cerca di stare all’interno di un segmento di estetica. Cento anni fa, comincia  il novecento, a parte le avanguardie che alcuni conoscono come i futuristi; il futurismo è diventato un fenomeno che si diffonde al di la di Milano o di Roma, era un costume un modo di vivere. Dopo che il novecento si apre con queste proposte provocatorie, ce n’è una somma, che è quella di esporre un Orinatoio, cento anni fa Duchamp espone un Orinatoio, che lascia molto perplessi ancora oggi dopo cento anni. Quel Orinatoio ha significato molto per cambiare lo spirito dell’arte, le finalità e gli obiettivi degli artisti. Un artista che oggi è molto popolare, che si chiama Cattelan ha fatto una cosa che ho inteso come commemorazione, ha donato al Moma un water, non è andato molto più in la, fa sorridere e può sembrare un modo per dire beh, è un ricordo di quella cosa di cento anni fa. Sono passati ben cento anni, però Cattelan è stato più intelligente perché lo ha fatto d’oro per dire che è prezioso, non è soltanto un water di quelli che vengono prodotti di design in multipli e poi l’ha messo nel cesso, lo ha rimesso nella sua funzione, uno va al Moma va a cacare, caca dentro l’opera, l’opera vale un sacco di soldi, però il water ha ripreso la sua funzione e ogni quarto d’ora viene ripulito. Questa è un’idea bizzarra, rimettiamo al posto giusto ciò che è stato tolto. Perché Duchamp portò un Orinatoio in un museo? Per un procedimento assai singolare per la libertà degli artisti, perché nei musei ci stanno delle cose importanti. Un Antonello lo metti in un museo, come in una banca, come un luogo protetto, un luogo prezioso, un luogo delle meraviglie. Se le meraviglie sono nel museo, il museo diventa il luogo delle meraviglie, qualunque cosa metta in un museo diventa un’opera d’arte. E’ un processo rovesciato, prendo un’opera qualunque, un oggetto, lo metto in un museo, la gente lo guarda come opera d’arte, sei abituato a vedere anche delle cose provocatorie, vedi un oggetto qualunque, questa è un’opera d’arte. Questo è importante ricordarlo perché in questa percezione il novecento è tutta una ricerca di far passare alcune cose che sono un tuo pensiero, una tua idea, una tua visione del mondo, come opere d’arte spesso riuscendoci, mentre prima le opere d’arte illustravano dei contenuti storici, religiosi, erano sublimazioni. L’Annunciata di Antonello, è una Madonna talmente sublime che proprio come la dipinge il pittore te la fa guardare come un capolavoro, ma il soggetto è un soggetto dato, è la madre di Cristo, quante sono le madri di Cristo nella pittura? Infinite, fino al momento in cui non hanno stabilito che un figlio può avere due padri. Il tema prevalente dell’arte era la madonna con il bambino, adesso avremmo il bambino con due San Giuseppe, ed è una evoluzione. Una volta c’era la mamma con il bambino, era bellissimo, se il tema è la maternità adesso hai due culi che producono un bambino. Siamo di fronte a molte rivoluzioni anche rispetto ai temi tradizionali. Ma con Nudi siamo fuori da questa logica perché siamo in un secolo, quando tu pensi al novecento, pensi all’astrattismo. L’astrattismo è forse la componente prevalente, più della provocazione in senso più preciso di un Orinatoio, più che l’informale, più che le mille avanguardie. L’astrattismo sembra vuol dire arte contemporanea. Cos’è un opera di arte astratta? E’ un’opera che non rappresenta niente, cioè non rappresenta la realtà, non la specchia, rappresenta un pensiero, un’idea, al punto tale che tra la rivoluzione del novecento l’astrattismo ne ha una che è veramente diabolica, poco dopo l’Orinatoio, comincia l’arte astratta più rappresentativa e quindi arriviamo ad un pittore che si chiama Piet Mondrian che fa delle cose che sicuramente rientrano anche nella visione di Nudi. Più avanti ancora, verso il 1951, un pittore taglia la tela. Quel taglio della tela è una grande rivoluzione perché, cosa fai invece che dipingere sulla tela? La tagli, quindi rendi il supporto impossibile da usare per dipingere e dici l’arte è finita perché vai oltre la tela. Certo è bella l’idea perché vedi quello che c’è dietro e come se dicessi cerchiamo di vedere che oltre le cose, c’è Dio, comunque vuol dire dopo di me non puoi fare più niente, come fai a dipingere e questo è un procedimento. Questo procedimento ne ha subito dopo un altro, siamo nel ’67 e nasce l’arte povera. Invece nell’arte medioevale il fondo è un fondo oro, fondo oro vuol dire, un fondo con una luce che è la luce di Dio, come nel mondo Bizantino, nel mondo Russo, tu hai questa immagine di proiezione verso lo spazio non reale. Poi arrivano Piero della Francesca e Antonello, prospettiva, vedi uno spazio dipinto con la prospettiva per dare il senso della profondità, poi vai avanti e arrivi al taglio della tela e ormai con il taglio della tela non c’è più niente. No c’è ancora qualcosa, un autore che si chiama Pistoletto inventa lo specchio, cioè sul fondo non c’è né l’oro né la prospettiva ma c’è uno specchio. A cosa serve lo specchio? E’ interessante come idea anche se molto fortunata e molto ripetitiva, ogni volta che guardi il quadro, il quadro cambia, perché lo specchio ha una sagoma che è una donna, un amico, una persona, che si applica come una fotografia sopra lo specchio, però poi tu passi davanti e ci sei anche tu, quindi il quadro cambia ogni volta, lo specchio ti pone un’infinità di varianti, che non ti poteva porre né il fondo oro e né il taglio della tela. Poi ci sono e in questi anni sono diventate la cosa più importante degli anni ’70 e ’80, su cui Nudi evidentemente si muove, il segmento di quelli che dalla superficie della tela, prima e dopo il taglio, vogliono creare delle dimensioni non bidimensionali ma tridimensionali, ne vengono fuori autori che si chiamano, lo presentai per primo quando ero ragazzo, Agostino Bonalumi ed Enrico Castellani. Il primo morto il secondo ancora vivo. Questo artista ha avuto molto fortuna è ha fatto come nei dipinti di Nudi, queste che si chiamano estroflessioni, cioè delle protuberanze, delle tette ai quadri, li ha gonfiati, poi è arrivato uno che ha avuto molta fortuna che si chiama Simeti e quindi improvvisamente quelle opere di Castellani e ancora di più di Bonalumi che costavano venti o trenta mila euro sono arrivate a sfiorare il milione di euro. Il mercato ha premiato queste estroflessioni, generalmente quelle di Castellani sono monocrome, bianche, rosse e hanno queste numerose protuberanze che spingono in avanti attraverso, lo raccontava Nudi, un telaio con dei punzoni che spingono in avanti la tela e con una tendenza a far si che le forme siano autonome dai colori non dal colore, i colori posso essere dieci ma sempre lo stesso per ogni quadro, bianco prevalentemente o anche altri colori. Ma si pensa che è sufficiente l’elemento figurativo della spinta in avanti di questi punzoni per dare il senso del volume dello spazio, di ombre, quindi Nudi è tra i primi che introduce  i colori, cioè Nudi prende la tela estroflessa e la dipinge, ci mette sopra degli elementi per altro astratti, quindi è anche interessante poter fare una figura, una volta che hai spinto avanti la tela con tutte queste protuberanze potresti farci sopra un paesaggio, invece Nudi mantiene il rigore del colore astratto. Nudi tra un punzone e l’altro, tra un elemento che spinge in avanti, mette dei triangoli colorati e quindi rende vivo il colore la superficie. E’ una cosa abbastanza originale non è escluso che fra vent’anni, come è accaduto a Castellani, i quadri di Nudi costino due  milioni di dollari, quindi forse oggi è più conveniente prenderli, perché dici li pago di meno. Se il filone estroflesso ha il futuro che annunciano questi ultimi anni, Nudi è un ragazzo intelligente, si è messo nel filone giusto. Perché quando mi occupavo di Bonalumi e Castellani, beh Castellani era molto raffinato, era già molto considerato, perché l’idea era buona. E’ un’idea ulteriore il problema di trovare sulla tela, che è sempre la stessa, delle idee di mutamento di quello che tu rappresenti, anche in questo caso mutamento del supporto, fu questa l’idea dopo il taglio di Fontana che caratterizzò Castellani. Bonalumi aveva meno fortuna, ma quando lo ho conosciuto era un poverino che vendeva i quadri a cifre modeste, oggi Bonalumi anche lui è arrivato a toccare e superare il milione di euro. Invece l’estroflessione ha avuto fortuna, è una fortuna recente, infatti quando ho visto le immagini ho pensato che il giovane Nudi, ho capito che era giovane, aveva deciso, come uno decide di essere astratto, figurativo, informale può esserlo in un filone che è già partito e che ha i suoi rappresentanti, anche degli epigoni, di stare dentro questo filone, pensando che qui c’è una visione del mondo, è un’interpretazione. E’ stato il punto di vista che questi artisti hanno assunto e a cui Nudi sul piano tecnico e sul piano anche della pulizia dell’immagine si è orientato. Simeti è Siciliano, Castellani è di Rovigo, Bonalumi era della provincia di Monza, invece il nostro Nudi è calabrese, ma non è calabrese, calabrese proprio, è di un luogo della Calabria che non sembra Calabria, è di Rende. Conosco bene Rende, sono stato due volte deputato in Calabria, mi colpì il centro storico di Rende, in generale quella città, aveva avuto una civilizzazione, era diventata una città ben conservata per il suo centro storico, ho conservato nella mia mente un pensiero positivo di Rende. Rende è stata una città che ha avuto una politica evidentemente molto sveglia, e in una città come quella, posso crede che il giovane Nudi abbia capito che c’era spazio per l’arte, quindi che si sia formato in un’area dell’Italia difficile ma in cui c’era però un’attenzione, una sensibilità per le cose d’arte. Ha una buona provenienza Nudi, quando ho letto Rende dico beh è un ragazzo educato. Poi perché il gallerista ha puntato su di Nudi lo posso capire, credo l’abbia fatto per ragioni commerciali, questo giovane me lo porto vicino, se va come Castellani e Bonalumi siamo tutti ricchi e quindi voi fate una valutazione, su questo il critico in fondo serve a dare dei buoni consigli. L’artista è interessante, se avrà la fortuna che non solo merita, ma che lui ha concepito per se facendo questa scelta, perché non penso che quando si alza la mattina Nudi abbia  in mente un mondo estroflesso, Nudi lo fa apposta, nel senso che è convinto che questo sia un filone, c’è una volontà molto determinata di costruire quest’immagine dello spazio attraverso questa scelta e questo stile, per cui sicuramente è un giovane avveduto. Credo che ci sia dignità e impegno in questa scelta di Nudi e che quindi sia un’offerta di una cosa su cui si può riflettere. Nudi è un uomo che ha le idee chiare su quello che concepisce dell’arte contemporanea di fronte a qualcosa che oggi è di grande attualità e ha avuto un riscontro, pur essendo iniziata negli anni ’60 ’70, quindi ha consumato la sua corsa fino ad arrivare alla nostra attenzione nell’arco di più di quarant’anni, ma alla fine è uno dei momenti della grande arte italiana, che nel novecento non ha poi tanti momenti, c’è il futurismo, l’arte povera e pochi altri fenomeni. Questo a un certo punto è diventato un momento dell’arte italiana su cui il mondo riflette e quindi credo che questo abbia suggestionato e indirizzato la scelta di Nudi.

Discorso di Vittorio Sgarbi su Pier Paolo Nudi personale “Multivariarte” a Piacenza – 11 marzo 2017

 

Il “Multivario” è un opera che intende evidenziare le diverse componenti che influenzano tutti gli individui ed osservatori della realizzazione. L’utilizzo di materiali differenti serve ad ottenere effetti, grazie ai quali le dimensioni spaziali e le intersezioni di linee e colori creano combinazioni in grado di influenzare la percezione da parte degli essere umani. L’obiettivo è rendere il “non reale” – nelle sue diverse relazioni e dimensioni – “reale”, grazie al tridimensionalismo visibile. L’opera d’arte diviene il tramite per la comprensione del multidimensionalismo e faro guida per districarsi nella illusorietà del mondo. Ogni segmento osservabile, non è che un insieme di punti in movimento ed ogni segmento è una dimensione – profondamente percepita dell’Artista – che vira verso una direzione, intersecandosi con altri segmenti (ed altre dimensioni) che fluttuano su un fondo irregolare che li trasporta. Metafora di quei fattori che influenzano ogni individuo nel corso della vita, impalpabili, inafferrabili, ma percepibili, in grado di deviare il cammino della nostra esistenza con la loro imprevedibilità. La “Multivariarte” tende al sogno più che all’obiettivo, di dare forma a ciò che non è toccabile e materiale, mettendo in comunicazione il visibile e l’invisibile.

Enzo Velotto – 2013

 

Con un’espressività, che lui stesso ha definito come Multivariarte, Pier Paolo Nudi presenta lavori concettualmente costruiti quale frutto di una ricerca estetica e contenutistica che si pone come obiettivo di svelare e di dare una forma all’invisibile. Egli interseca i tratti fantasmatici delle sensazioni indicibili, con quelle più concrete della materia di cui è fatta la realtà. Ricorrendo alla tecnica mista, l’artista tesse una fitta trama di piccoli segni incisi sul supporto, ai quali sovrappone una serie di segmenti di variegata cromia, ma appena accennati, come ombre di linee che lasciano solo la traccia prima di dissolversi. L’artista mette in comunicazione visibile e invisibile con un linguaggio di appena sussurrato ed evanescente impatto visivo, capace di suscitare nell’osservatore la sensazione di trovarsi di fronte a un altrove misterioso, comprensibile alla vista ma non alla ragione.

Paolo Levi – 2012

 

Anche se ormai, dando così ragione a una famosa profezia di Hegel, diventa sempre più difficile trovare immagini che ci convincano a inginocchiarsi, il senso del sacro è vivo in molti artisti che sentono il fascino del mistero e della verità. Nascono così opere intense e convincenti, vive di grazia non soltanto poetica; specie se, come in questo artista davvero eccellente nella sua perentorietà, il sentimento, il materiale e la tecnica sono giusti.

Giacomo Vercillo – 2011

 

Cercando di esprimere tutta la sua forza creativa, l’artista decide di utilizzare elementi che si discostano dai canonici materiali pittorici arrivando così ad ottenere un forte impatto visivo. Sulle sue tele la materia delinea forme e figure che sono sempre svincolate da rigide simmetrie ed inflessibili schematismi, i giochi di luce, colore e materia provocano e propongono suggestioni e riflessioni. E’ una sorta di immersione negli strati della materia e nel contempo della psiche. La sua pittura si distacca fortemente dalla realtà e protende verso una ricerca plastica più adatta ad esprimere una spiritualità contemporanea nella continua riscoperta del fascino dell’io.

Sabrina Palermo – 2010

 

Pier Paolo Nudi, senza rifiutare la figuratività limitare delle forme, unisce l’esperienza della propria soggettività all’oggettività delle cose, recuperando gli elementi contrari della visione  e trasmettendo un messaggio che incarna l’interiorità dell’uomo nel tempo che passa. Si realizza così con Pier Paolo Nudi il rendere visibile ciò che è invisibile, identificando il passaggio tra la luce esteriore e la luce interiore, tra l’identità delle cose e l’analisi dei moti della coscienza. In definitiva, è nel tempo presente che si compie l’unità dei contrari vicini e lontani, dal momento che il processo storico, con cui l’arte e la poesia tramutano il passato in presente, la tradizione in modernità, non viene considerato come fatto trascorso, perché è un decorso che si tramuta in continuo presente. Ha voluto, con l’ottimismo della volontà conoscitiva guardare dentro di se per cogliere le emozioni e i sentimenti più profondi dell’agire umano: guardare in sé per rinnovarsi, per continuare il destino delle arti, della letteratura, della filosofia e soprattutto per confermare che l’unità di arte-vita postula la pienezza dell’essere, in quanto veicolo della percezione delle cose supreme.

Luigi Tallarico – 2008

 

La “gente comune” nelle tele di Pier Paolo Nudi diventa protagonista. Man mano che si osservano questi giovani anonimi camminare in una giornata qualsiasi, dentro ambienti completamente neutri e asfittici, si scopre che la loro raffigurazione nasconde una grande attenzione alla personalità di ciascuno. Il pittore, infatti, diversificando i vestiti, i movimenti nel camminare (ma pure attraverso le sfumature dei capelli, i volumi dei seni, dei ventri e delle gambe) cerca di dare loro una propria fisionomia. Al punto di percepire se essi stanno andando a scuola o in ufficio; se ritornano dalla spesa o se sono in partenza per una vacanza. E’ facile riconoscere a prima vista anche l’autore di questi protagonisti che recitano la propria parte, poiché egli è riuscito a rendere inconfondibile il suo linguaggio essenziale e accattivante, pur nell’evoluzione continua del personale repertorio d’immagini.

Paolo Levi – 2007

 

Luce, colori e forme costruiscono uno spazio indefinito in cui percezione e concezione si fondono per dare all’opera una forza espressiva da cui trapela la complessità dell’individuo moderno, che stenta a trovare una propria dimensione in un universo fatto di gesti consueti e gente comune. Con pennellate veloci e corpose va a definire le figure che popolano i suoi dipinti, i contorni marcati ne sottolineano movenze e gesti, il tutto scaturisce dalla sua percezione dell’essenza dello stato attuale in cui riversa l’uomo contemporaneo.

Sabrina Palermo – 2007

 

Colori forti e sgargianti in alcuni tratti, tenui in altri: specchio degli umori, dei pensieri e dei sentimenti dell’artista. I soggetti si ripetono, il maestro dimostra una chiara predilezione per i paesaggi e per tutti quegli elementi che ne fanno parte. Inoltre nei suoi dipinti le figure non hanno dei contorni definiti, ma è lo stesso colore a costruire i volumi e le forme. E’ un turbinio di colori materici che si uniscono per poi confondersi l’uno nell’altro creando effetti suggestivi.

Sabrina Palermo – 2006

 

Questi dipinti rappresentano la storia del fingere e dell’apparire in un presente che straripa di gente comune (per lo più giovani molto qualsiasi) protagonista di una bohème moderna in periferie di silenzio e di vuoto esistenziale: una lettura della vita quotidiana (per quegli sfondi neutri, senza ambienti) fatta con ironia e intelligenza. Un breviario d’immagini, dove i personaggi paiono incorniciati nei loro gesti e portamenti comunicativi ed emozionali, a recitare ciascuno la propria parte: colori e tagli dei vestiti sono ingredienti essenziali delle tele. Si può, quindi, affermare che Pier Paolo Nudi voglia incuriosire, suscitare domande, con le sue opere dai toni morbidi, dalle luminosità soffuse. Le figure paiono sospese nel vuoto, come se l’interesse del pittore, man mano che si allontana dal centro del racconto, andasse lentamente perdendosi nell’infinito.

Paolo Levi – 2006

 

Attraverso la diversificazione di temi, che tuttavia si legano tra loro in un ordinato e quasi logico alfabeto, l’artista trasmette il suo desiderio di stringere, in un solo e grande abbraccio, l’immenso universo che sta attorno all’uomo.  In “Gente comune” sembra di essere su una scena teatrale, dove tutti  hanno un ruolo, ma sono solo comparse. E’ forse anche per questo che i volti delle figure di Pier Paolo Nudi sono appena abbozzati, perché qui non ci sono protagonisti. Eppure queste persone, avvolte in accensioni cromatiche e segni guizzanti, fanno parte di “racconti” articolati, di una realtà esistenziale indagata a fondo e riproposta qui decantata, resa più lieve da punte d’lirismo e di ironia. L’indagine su una folla anonima, omologata in gesti tipici e ripetitivi, diventa cronistoria di un mondo osservato da lontano, ma con partecipazione.

Paolo Levi – 2005