Duemila4zero7 - esposizione presso Ambrosiana Art Gallery

dal 17/02/2020 – al 31/03/2020

opening,  sabato 15 febbraio, ore 18.00

Ambrosiana Art Gallery è lieta di annunciare la mostra dedicata all’artista Pier Paolo Nudi – Duemila4zero7 – che inaugurerà sabato 15 febbraio alle ore 18 presso la sede della galleria a Milano in Via Sant’Agnese 18.

L’esposizione sarà composta da 20 opere realizzate ad hoc per l’evento, creando un percorso completo che esprime al meglio la produzione artistica di Pier Paolo Nudi. La struttura-superficie dell’opera è il soggetto sul quale trasmettere informazioni, che per mezzo della forza dell’arte diventano colori, linee, forme e ordini, regolando le trazioni del processo di estroflessione. La mostra è suddivisa in sei sezioni, Dimensionale Dicotomico (Dimensionale Dicotomico, 2019 acrilico su tela estroflessa riportata su tavola, cm 90×70), Trasparenza Dimensionale (Trasparenza Dimensionale, 2019, Acrilico sotto tessuto translucido estroflesso riportato su tavola, cm 60×60), Dimensionale Cromodinamico (Dimensionale cromodinamico, 2019, acrilico su tela riportato su tavola, cm 60×60), Dimensionale Cubico, Codice Cromatico e Dimensionale Indeterminato (Dimensionale indeterminato, 2019, acrilico su tela riportato su tavola, cm 60×60), ognuna delle quali è caratterizzata da formule compositive ben precise che alimentano il linguaggio codificato di Pier Paolo Nudi.

L’artista ha ideato questa mostra nei minimi dettagli a partire dallo spazio in cui le opere verranno esposte. Tutto è creato, pensato e calibrato; persino il titolo Duemila4zero7 – (duemilaquattrocentosette) ha preciso significato: rappresenta la somma numerica dei poligoni presenti sulle opere esposte in mostra. La superficie pittorica diventa palcoscenico su cui l’artista mette in scena razionalità e apparenza; dimensione e codici si muovono nello spazio dell’opera d’arte grazie alla luce e al colore.

La mostra è corredata da un catalogo con testi critici a cura di Roberto Sottile.

Francesca e Andrea Poleschi

Irma Bianchi Poli

Marco Mereu

Loi Di Campi

Dimensionale indeterminato, 2019, acrilico su tela estroflessa riportato su tavola, cm 60×60

Dimensionale dicotomico, 2019, acrilico su tela estroflessa riportato su tavola, cm 90×70

Dimensionale cromodinamico, 2018, acrilico su tela estroflessa riportato su tavola, cm 60×60

 

 

Un processo anatomico di un organismo. È questo il fondamento da cui iniziare per comprendere causa e effetto dell’estroflessione. In Pier Paolo Nudi questa nozionistica e basica definizione si arricchisce di nuovi significati di pensiero ma anche di approcci di carattere scientifico. L’arte quindi diventa un sistema reale, un complesso e strutturato organismo, nel quale l’artista genera, osserva, studia e si confronta con quelle “dimensioni altre” scandite dai tempi di una contemporaneità artistica in continua evoluzione. Pier Paolo si fa mediatore di questo metodo di pensiero dal quale concepisce la sua arte, e dal quale nasce la sua azione creativa.

 

Dall’attesa al momento. Dall’istante all’attimo. Ricerca e meditazione. Sequenze micro e macro dove l’osservazione della realtà, oggettiva e tangibile, viene percepita e mescolata  con una multidimensionalità che prende forma e si struttura, dalla relazione del visibile con l’invisibile percepito: nasce la multivariarte, cioè l’incontro e lo scontro di relazioni, di conoscenze e ipotesi, capaci di generare un processo, resistere ed esistere. Per fare questo Pier Paolo Nudi “segna” sulla superficie-supporto, nelle fasi di realizzazione dell’opera, un confine rappresentabile, che si struttura con lo spazio, generando un confine non rappresentabile che è la relazione della tensione della superficie. La multivariarte rappresenta queste dimensioni considerando tutte le variabili, dove entrano in gioco nuove regole da osservare e con le quali interagire. Da dove iniziare? Quali percorsi intraprendere? Punto di partenza per capire questa esperienza è il legame che sussiste tra le tensioni e le forme, della e sulla superficie. Per comprendere è necessario entrare in contatto e osservare la “comunicazione” non verbale, della manualità di Pier Paolo nell’attimo del lavoro della realizzazione dell’opera.

 

La struttura-superficie (oggetto) diventa soggetto, nel quale e sul quale trasmettere e definire informazioni, che per mezzo della forza dell’arte diventano colori, linee, forme e ordini che regolano le trazioni del processo di estroflessione. Si compie così, nell’azione dell’artista, un gesto che diventa un “viaggio al centro della terra” nella poetica visiva intesa come esperienza artistica soggettiva che sull’opera va oltre il supporto, e di principi tecnici oggettivi che restano all’interno dello spazio del supporto. Da una parte matematica e realtà e dall’altra creazione come concezione, rappresentazione di ciò che siamo, di ciò che pensiamo, e di ciò che riusciamo a trasmettere attraverso l’arte. Il percorso di Pier Paolo è fortemente intriso di considerazioni scientifiche e matematiche che nelle regole della statistica trova terreno fertile. Utilizzando questo tipo di approccio nei confronti dell’arte, possiamo affermare che Pier Paolo Nudi supera l’estroflessione come espediente, artificio concettuale, per riversare nell’habitat – non a caso utilizzo questa espressione – generato dallo spazio estroflesso, variabili controllate e variabili manipolate, create cioè da una molteplicità di fattori che l’artista analizza e soprattutto disciplina. Ecco allora la capacità di quello che potremmo definite un nuovo “realismo” dimensionale che dialoga con una simultaneità costruita dal linguaggio della geometria e da quelle “dimensioni altre” che ci permettono di affermare: che la materia si estroflette, l’insieme che compone l’organismo si relaziona nel “paesaggio” e tende nelle forme della multidimensionalità ad incontrarsi nell’infinito per ritornare ad essere sistema. Yin e Yang. Mantenendo intatta la propria significatività oggettiva e soggettiva.

 

La superficie diventa supporto e palcoscenico dove l’artista mette in scena razionalità e apparenza, dimensione e codici che si “muovono” nello spazio dell’opera d’arte grazie alla luce e al colore. Per arrivare a ciò Pier Paolo, utilizza la forma geometrica del triangolo che diventa elemento di colore, quindi spazio identificabile sull’opera, ma nello stesso tempo criterio e espressione. In questo incontro e scontro di forze, la tensione del piano estroflesso trova preziosa alleanza nella luce. La radiazione luminosa concorre al pari del colore e della struttura geometrica a disegnare sull’opera dimensioni e codici. Punti di vista multipli che si intersecano tra di loro. L’opera cresce e si sviluppa riuscendo a coinvolgere le energie che l’artista riversa sui piani della superficie. Ogni opera di Pier Paolo Nudi diventa un grande “paesaggio” contemporaneo, incatenato da torsioni e gesti che superano il limite del piano per arrivare a contaminare il punto di vista dello spettatore. Forme e volumi che si fondono e si trasformano, seguendo un ordine che l’artista codifica e decifra. Ma se grazie alla luce siamo capaci di leggere il “disegno” e attraverso il colore che l’opera multivariarte arriva al pieno del compimento. La colorazione delle opere aggiunge una nuova condizione e funzione: la dimensione astratta assume “peso specifico”, si trasforma e diventa una condizione concreta, visibile, tangibile, pur restando all’interno delle considerazioni variabili, dove segmenti e poligoni colorati interpretano un ruolo, danno vita ad uno “slang” visivo che si appropria di un senso “estetico” e si relaziona con lo spettatore, nello specifico con il punto di osservazione, e con il tempo di osservazione di ogni singolo individuo. Si generano in questo modo tre distinti percorsi: il dimensionale cromodinamico dove la poetica delle infinite possibilità dialoga grazie alle strutture dei poligoni. Infinito e limite. Somma e cambiamento. Dimensionale indeterminato dove la luce viene registrata dalla tensione estroflessa e i colori sono il risultato di una combinazione essenziale che rende il visibile invisibile. Ed infine il dimensionale dicotomico dove la forma viene strappata al supporto, violando anche il percepibile dell’immagine (trasparenza dimensionale), continuando a vivere l’una grazie alla presenza dell’altra. Un’entità in due elementi. Un concetto frutto di ciò che prima non esisteva, che si ritrova all’infinito. Tre percorsi, tre evoluzioni artistiche che si determinano e lasciano traccia nelle diverse condizioni, cioè viene data loro la possibilità di accordarsi e combinarsi. Di diventare particolare ed insieme. Tramite l’utilizzo di questo caos ordinato Pier Paolo Nudi da “principio” alla sua arte, alla sua ricerca introducendo il codice Baudot nella comunicazione visiva dell’opera. Il codice cromatico diventa reale linguaggio, costruito attorno al sistema binario, di una sequenza che cattura la condizione estroflessa e trasformandosi in un “pentagramma” di spazi e vuoti di poligoni colorati che lavorano seguendo lo spazio e il tempo.

 

Accanto ai lavori fino a qui prodotti, che sono il risultato delle “regole” e della relazione (infinita) tra luce, colore, forma e tempo, si manifesta nel percorso dell’artista, la volontà di indagare e dilatare la percezione dell’immagine geometrica composta dai poligoni, dalla forza della luce e dai codici e dalla sequenza del colore. Il dimensionale cubico, concepito per arrivare a questa soluzione, racconta attraverso la sua struttura estroflessa, come la forma dell’immagine, attraversata dagli organismi poligonali e dal colore si determinano in una sequenza finita e allo stesso tempo infinita; dove il cubo emerge nelle sue dimensioni e si immerge a seconda della sua rappresentazione e del nostro, svariato, punto di vista.

 

Pier Paolo Nudi diventa artefice di una ricerca, di uno studio complesso che parte dalla tecnica estroflessa per arrivare a contaminarsi di nuove funzioni. È la forza dell’arte e della sua concreta verità, che si sveste degli inutili orpelli per esistere senza l’obiettivo di rappresentare altro se non se stessa. È il tempo vissuto che scopre di non essere più un prodotto “unico” che incontra lo spazio delle nostre realtà e dimensioni che smettono di essere “altre” per diventare già esplorate e conosciute. A noi, la scelta di iniziare questo viaggio.

Dott. Roberto Sottile
Critico d’arte e curatore

 

 

 

 

PIER PAOLO NUDI

titolo: DUEMILA4ZERO7

con testi di Roberto Sottile

editore: Bandecchi & Vivaldi

opening: sabato 15 febbraio 2020 – ore 18

date: 17 febbraio – 31 marzo 2020

orari: lun.16-19,  mar-ven 10-13 / 15-19,  sabato su appuntamento

info@ambrosianaarte.com

www.ambrosianaarte.com


Dimensionale riflesso

Riflessi dimensionali, 2020, tecnica mista su tela estroflessa riportata su tavola, cm 50×50

Riflessi


Simmetrie/Asimmetrie - esposizione presso Museo del Presente

GENI COMUNI i vincitori 2019 VI edizione

Evento ideato da Luigi Le Piane

Esposizione presso il Museo del Presente

dal 23/01/2020 –  al 1/03/2020

opening, mercoledì 22 gennaio, ore 19,30

Curatori: dott.ssa Mariateresa Buccieri, dott. Roberto Sottile

Moderatore: dott.ssa Giulia Fresca

Orari: 9:30 – 12:30 /17:00 – 20:00; domenica 10:00 – 18:00

chiuso lunedì e martedì

Gazzetta del Sud

 

Pier Paolo Nudi. SIMMETRIE/ASIMMETRIE

La superficie pittorica diventa palcoscenico su cui l’artista mette in scena razionalità e apparenza; dimensione e codici si muovono nello spazio dell’opera d’arte grazie alla luce e al colore. Ritmo e velocità si inseguono Generano contatto. Simmetrie e asimmetrie si incontrano e si scontrano. Tutte le forze caricate da Nudi sulla superficie si mescolano ed emergono dal piano dell’opera segnata dalle dimensioni geometriche, e dalle regole della matematica.

critico d’arte dott. Roberto Sottile

 

Sindaco Marcello Manna, Assessore alla cultura Marta Petrusewicz

Sindaco Marcello Manna, Critico d’arte Roberto Sottile, Assessore alla cultura Marta Petrusewicz

Ideatore Luigi Le Piane, moderatore dott.ssa Giulia Fresca

Geni Comuni 2019 VI edizione proclamazione vincitori

Geni Comuni 2019 VI edizione tavola rotonda

Storico d’arte dott.ssa Mariateresa Buccieri

Dimensionale indeterminato, 2019, acrilico su tela estroflessa riportato su tavola, cm 60×60

Particulates, 2020, acrilico su tela estroflessa riportata su tavola, cm 60×120

Dimensionale dicotomico, 2019, acrilico su tela estroflessa riportata su tavola, cm 70×120

Poligonali, 2019, acrilico su tela estroflessa, cm 60×60

Dimensionale cubico, 2020, acrilico su tela estroflessa riportata su tavola, cm 60×60

Dimensionale indeterminato, 2020, acrilico su tela estroflessa riportata su tavola, cm 60×60

Poligonali dissimmetrici, 2020, acrilico su tela estroflessa riportata su tavola, cm 60×60

 

Le opere sono intermediate dalla


Poligonali asimmetrici

Mancanza di simmetria e caratteristiche di eguaglianza, senza ripetizione e identità.

Poligonali dissimmetrici, 2020, acrilico su tela estroflessa riportata su tavola, cm 60×60

Particolare


Simmetrie poligonali

Poligoni simmetrici in consistenza di colore acrilico su superficie piana.

130, 2020, acrilico su tela, cm 60×60

162, 2020, acrilico su tela, cm 80×80

Novepernove, 2020, acrilico su tela, cm 60×60


Poligonali

Poligoni di consistenza acrilica fluttuanti su superficie piana.

Poligonali, 2020, acrilico su tela, cm 50×70

Poligonali, 2019, acrilico su tela, cm 50×70

Poligonali, 2019, acrilico su tela, cm 80×80

Poligonali, 2019, acrilico su tela, cm 70×100

Poligonali, 2019, acrilico su tela, cm 70×50


Dimensionale cubico

La superficie estroflessa vive nella tensione della struttura che genera l’immagine. I poligoni diventano non solo struttura ma suppliscono alla materia generando sul piano dimensionale un gioco di intese cromatiche e di variazioni luminose capaci di far emergere il cubo in tutte le sue dimensioni e le sue facce. Il colore si immerge nella superficie e nello stesso tempo cattura nuove superfici, generando sul piano estroflesso l’immagine che si innalza e appare in tutte le “dimensioni altre”.

Roberto Sottile

 

Dimensionale cubico, 2020, acrilico su tela estroflessa riportata su tavola, cm 60×60

Dimensionale cubico, 2019, acrilico su tela estroflessa riportata su tavola, cm 60×60

Dimensionale cubico, 2019, acrilico su tela estroflessa riportata su tavola, cm 60×60


Dimensionale dicotomico

Forma e supporto che si contaminano in una lotta di energia dove un’entità dimensionale continua a distinguersi ma vive attraverso due elementi che possono continuare a dividersi all’infinito. Il risultato raggiunto da Pier Paolo e un ciclo che emerge dal supporto e nel supporto ritorna tracciando sulla superficie “segni” generati dal gesto.

Roberto Sottile

 

Dimensionale dicotomico, 2019, acrilico su tela estroflessa riportata su tavola, cm 70×90

 

Metodologia

L’opera dimensionale dicotomico concepisce la scissione di un’entità in due parti che non necessariamente si escludano a vicenda, ma possono esistere in maniera complementare e possono lasciare spazio anche ad una terza parte (terzo includente e terzo trasverso). La dicotomia non è solo la suddivisione di un concetto in due categorie distinte (radicale divisione), ma può essere un tipo di ramificazione caratterizzato dalla divisione di un’entità in due elementi, ciascuno dei quali può a sua volta dividersi in due, continuando a bipartirsi all’infinito (Bernoulliana).

 

Dimensionale dicotomico, 2019, acrilico su tela estroflessa riportata su tavola, cm 90×60

Dimensionale dicotomico, 2019, acrilico su tela estroflessa riportata su tavola, cm 90×60

Particolare opera

Particolare opera in lavorazione

Particolare della struttura


Dimensionale indeterminato

Il ciclo costituito da soluzioni estroflesse di poligoni colorati si regolano attraverso il giusto equilibrio tra luce e ombra che danno vita ad uno “status” ibrido, dove i colori e le gradazione del colore utilizzato generano volume e profondità nella struttura geometrica. Il risultato è un lavoro astratto “esploso” grazie alla percezione dei poligoni che assorbono la tensione estroflessa restituendoci un gusto visivo che richiama la tecnica del mosaico. Sta per compiersi un mutamento, un nuovo equilibrio.

Roberto Sottile

 

Dimensionale indeterminato, 2019, acrilico su tela estroflessa riportata su tavola, cm 70×70

 

Metodologia

La collezione “Dimensionale indeterminato” contiene opere estroflesse di poligoni colorati ordinati, luce e ombra non del colore ma dei colori (un mondo inesplorato). Le opere estroflesse in genere hanno la tendenza a far si che le forme siano autonome dai colori ma non dal colore, i colori posso essere svariati ma sempre lo stesso per ogni quadro, bianco prevalentemente o anche altri colori. Si pensa che è sufficiente l’elemento figurativo della spinta in avanti dei punzoni per dare il senso del volume, dello spazio, delle ombre. Un limite è di trovare sulla tela, che è sempre la stessa, delle idee di mutamento di quello che rappresenti, anche in questo caso mutamento del supporto. La serie dimensionale indeterminato ha una infinità di varianti, mantenendo la stessa forma, l’opera cambia variando l’ordine delle cromie. Mi piace considerare questo lavoro, come opera ibrida. È un’opera estroflessa, sfrutta il supporto (punzoni) per registrare la luce. È un’opera astratta, la combinazione dei poligoni di colore attribuisce la forma astratta (percezione). È un’opera essenziale, il triangolo è la forma geometrica elementare con il minor numero di lati. È un’opera mosaico, la tassellatura dei triangoli di colore accostati e collocati nell’opera richiama la tecnica del mosaico (tradizione). È un’opera in equilibrio.

Dimensionale indeterminato, 2020, acrilico su tela estroflessa riportata su tavola, cm 60×60

Dimensionale indeterminato, 2019, acrilico su tela estroflessa riportata su tavola, cm 56×92 cm

Dimensionale indeterminato, 2019, acrilico su tela estroflessa riportata su tavola, cm 66×60

Dimensionale indeterminato, 2019, acrilico su tela estroflessa riportata su tavola, cm 60×60

Dimensionale indeterminato, 2019, acrilico su tela estroflessa riportata su tavola, cm 60×60

Dimensionale indeterminato, 2019, acrilico su tela estroflessa riportata su tavola, cm 60×60

Dimensionale indeterminato, 2018, acrilico su tela estroflessa riportata su tavola, cm 60×60

Dimensionale indeterminato, 2018, acrilico su tela estroflessa riportata su tavola, cm 60×60

Dimensionale indeterminato, 2018, acrilico su tela estroflessa riportata su tavola, cm 60×60

Dimensionale indeterminato, 2019, acrilico su tela estroflessa riportata su tavola, cm 60×60


Dimensionale cromodinamico

Indagare e osservare la multidimensionalità, dove il piano finito dell’opera d’arte si scontra con lo spazio infinito. La struttura è in continuo movimento estroflesso e la terza dimensione raggiunge la sua piena evoluzione registrando la variabile del tempo quadridimensionale. L’impianto della composizione geometrica, alla base di questo ciclo artistico, si regola attraverso l’equilibrio della poetica del caso e della ripetizioni dei colori che possono generare soluzioni infinite in uno spazio apparentemente finito, capace però di accogliere infinitesime soluzioni. Pier Paolo crea sintesi e nello stesso tempo sviluppa una composizione ordinatamente complessa dove il colore prende forma e conquista spazio sull’opera.

Roberto Sottile

 

Dimensionale cromodinamico, 2018, acrilico su tela estroflessa riportata su tavola, cm 70×70

 

Metodologia

La collezione “Dimensionale cromodinamico” comprende opere che si appropriano della tecnica dell’estroflessione per indagare e osservare la “multidimensionalità“. La tela finita dai suoi confini fisici è la rappresentazione di uno spazio relativamente infinito, lo spazio definito dell’opera descrive l’infinito e l’infinitesimo. Il supporto non è più bidimensionale, ma tridimensionale, volumi e forme (lunghezza, larghezza, profondità), e coglie la quarta dimensione, il tempo. Sono opere dinamiche, poiché esposte alla luce naturale, le ombre e la luce create dal supporto estroflesso cambiano, registrando la variabile tempo (componente che costituisce lo spazio-tempo quadridimensionale). La superficie viene violata non solo dalla luce, ma anche da segmenti e da poligoni colorati (cromodinamici). La scelta del colore dei poligoni è in parte random, viene lasciata al caso (poetica del caso), avviene con schemi di campionamento casuale semplice con ripetizione (colore da inserire) e senza ripetizione (sezione da colorare). Il triangolo bianco rappresenta i colori non considerati (ulteriori dimensioni) nella scelta iniziale della scala cromatica, il bianco è la somma dei colori (li contiene tutti) trasporta l’errore (stocasticità dell’opera). Mantenendo la stessa forma estroflessa e cambiando i poligoni colorati (con infinite possibili combinazioni) l’opera varia all’infinito. I poligoni di colore creano infinite sfumature autonome (infinitesimo cromatico) mediante la luce (cromodinamismo). Producono un punto massimo e minimo di luce e nel mezzo una infinità di sfumature, il punto di minimo e di massimo di luce è una dicotomia cromatica (vertici del triangolo). Le infinite sfumature nel mezzo del poligono tendono verso i vertici del triangolo senza toccarli mai, come se studiassimo il limite di una funzione che tende a zero (infinitesimo, forma indeterminata). Inoltre, i triangoli di colore variano la propria lunghezza d’onda e la propria frequenza, mediante la luce e la diversa disposizione nell’opera. I poligoni sono la sintesi di dimensioni multiple indagate e associate ai triangoli di colore dall’artefice ed entrano a far parte dell’opera, costituiscono la multidimensionalità (indagine fisica oltre la quarta dimensione).

 

Dimensionale cromodinamico, 2018, acrilico su tela estroflessa riportata su tavola, cm 60×60 cm

Dimensionale cromodinamico, 2018, acrilico su tela estroflessa riportata su tavola, cm 70×70

Dimensionale cromodinamico, 2018, acrilico su tela estroflessa riportata su tavola, cm 60×60

Dimensionale multiplo, 2018, acrilico su tela estroflessa riportata su tavola, cm 30×30

Dimensionale cromodinamico, 2018, acrilico su tela estroflessa riportata su tavola, cm 60×60

Dimensionale cromodinamico, 2018, acrilico su tela estroflessa riportata su tavola, cm 60×60

Dimensionale cromodinamico, 2018, acrilico su tela estroflessa riportata su tavola, cm 60×60


Trasparenza dimensionale

La superficie estroflessa viene violata nella sua forma e struttura. L’opera è nuda, e nello stesso tempo risanata grazie alla luce che avvolge lo spazio. I poligoni comunicano al di sotto della tela estroflessa riducendo lo spazio reale, non esiste più il vuoto e l’assenza ma la profondità riempita dalla radiazione luminosa, e dall’esperienza illusoria del colore, che assorbe le infinite sfumature. Ciò che concepiamo come trasparente nella realtà oggettiva diventa soggettivamente una dimensione piena di reali e incorporee elementi.

Roberto Sottile

 

Trasparenza dimensionale, 2019, acrilico sotto tessuto traslucido estroflesso riportato su tavola, cm 60×60

 

Metodologia

La collezione “Trasparenza dimensionale” comprende opere che si appropriano della tecnica dell’estroflessione, è una evoluzione dell’estroflessione della tela riportata su tavola. La superficie viene violata non solo dalla luce, ma anche da segmenti e da poligoni colorati (cromodinamismo sotto l’estroflessione). I segmenti e i poligoni colorati al di sotto della tela estroflessa traslucida, sono la sintesi di dimensioni multiple (dal particolare verso il generale). L’opera evidenzia il vuoto degli spazi tra i poligoni colorati e la tela traslucida.

 

Trasparenza dimensionale, 2018, acrilico sotto tessuto traslucido estroflesso riportato su tavola, cm 50×87

Trasparenza dimensionale, 2018, acrilico sotto tessuto traslucido estroflesso riportato su tavola, cm 70×70

Trasparenza dimensionale, 2018, acrilico sotto tessuto traslucido estroflesso riportato su tavola, cm 40×40

Particolare

Particolare

Particolare

Trasparenza dimensionale, 2017, acrilico sotto tessuto estroflesso riportato su tavola, cm 80×80

Trasparenza dimensionale, 2017, inchiostro di china sotto tessuto estroflesso riportato su tavola, cm 60×60

Trasparenza dimensionale, 2018, acrilico sotto tessuto traslucido estroflesso riportato su tavola, cm 70×70

Particolare


Codice cromatico

L’opera estroflessa si disintegra e semplifica nello stesso tempo, attraverso il codice Baudot dove i simboli utilizzati sono solo due grazie ad un sistema di codifica binario. Ciò che si genera sono diversi istanti che Pier Paolo comprende e gestisce. Il codice, che si sviluppa in maniera ciclica, diventa linguaggio, scrittura visiva che grazie al colore e all’assenza del colore stesso da vita all’alfabeto spazio-tempo superando quella condizione tridimensionale grazie ai poligoni che conquistano spazi assegnati e distanze definite.

Roberto Sottile

 

Particulates, 2020, acrilico su tela estroflessa riportata su tavola, cm 60×120

 

Metodologia

La collezione “Codice multiplo” comprende opere che trasportano un linguaggio meccanico sviluppato nel 1874, il Codice Baudot.  Questo codice fu utilizzato nelle telescriventi per molti decenni, per essere poi soppiantato dai sistemi EBCDIC e ASCII.

Il codice Baudot introduce una semplificazione importante: i simboli utilizzati sono soltanto due, sistema di codifica binario. Ogni carattere viene codificato nel codice Baudot con una sequenza di 5 bit e un nastro di carta veniva forato (si legge in senso verticale). L’opera trasporta un linguaggio nello spazio (tridimensionalismo) e nel tempo (quarta dimensione, componente che costituisce lo spazio-tempo quadridimensionale). I poligoni colorati estroflessi, lavorano nel cromodinamico, rappresentano il multidimensionalismo (multi spazio, oltre la quarta dimensione) di una condizione specifica attraverso il linguaggio. Domina nella rappresentazione la realtà delle diverse dimensioni impalpabili di una condizione.

COVID19, 2020, acrilico su tela estroflessa riportata su tavola, cm 60×80

Smog, 2017, acrilico su tela estroflessa riportata su tavola, cm 80×80

HdueO, 2018, acrilico su tela estroflessa riportata su tavola, cm 70×90

Atomic, 2018, acrilico su tela estroflessa riportata su tavola, cm 70×90

Plastic, 2019, acrilico su tela estroflessa riportata su tavola, cm 60×80

Freedom, 2019, acrilico su tela estroflessa riportata su tavola, cm 60×80