La collezione “Dimensionale cromodinamico” comprende opere che si appropriano della tecnica dell’estroflessione per indagare e osservare la “multidimensionalità“. La tela finita dai suoi confini fisici è la rappresentazione di uno spazio relativamente infinito, lo spazio definito dell’opera descrive l’infinito e l’infinitesimo. Il supporto non è più bidimensionale, ma tridimensionale, volumi e forme (lunghezza, larghezza, profondità), e coglie la quarta dimensione, il tempo. Sono opere dinamiche, poiché esposte alla luce naturale, le ombre e la luce create dal supporto estroflesso cambiano, registrando la variabile tempo (componente che costituisce lo spazio-tempo quadridimensionale). La superficie viene violata non solo dalla luce, ma anche da segmenti e da poligoni colorati (cromodinamici). La scelta del colore dei poligoni è in parte random, viene lasciata al caso (poetica del caso), avviene con schemi di campionamento casuale semplice con ripetizione (colore da inserire) e senza ripetizione (sezione da colorare). Il triangolo bianco rappresenta i colori non considerati (ulteriori dimensioni) nella scelta iniziale della scala cromatica, il bianco è la somma dei colori (li contiene tutti) trasporta l’errore (stocasticità dell’opera). Mantenendo la stessa forma estroflessa e cambiando i poligoni colorati (con infinite possibili combinazioni) l’opera varia all’infinito. I poligoni di colore creano infinite sfumature autonome (infinitesimo cromatico) mediante la luce (cromodinamismo). Producono un punto massimo e minimo di luce e nel mezzo una infinità di sfumature, il punto di minimo e di massimo di luce è una dicotomia cromatica (vertici del triangolo). Le infinite sfumature nel mezzo del poligono tendono verso i vertici del triangolo senza toccarli mai, come se studiassimo il limite di una funzione che tende a zero (infinitesimo, forma indeterminata). Inoltre, i triangoli di colore variano la propria lunghezza d’onda e la propria frequenza, mediante la luce e la diversa disposizione nell’opera. I poligoni sono la sintesi di dimensioni multiple indagate e associate ai triangoli di colore dall’artefice ed entrano a far parte dell’opera, costituiscono la multidimensionalità (indagine fisica oltre la quarta dimensione).

Dimensionale cromodinamico, acrilico su tela estroflessa riportata su tavola, 70×70 cm
Dimensionale cromodinamico, acrilico su tela estroflessa riportata su tavola, 60×60
Dimensionale cromodinamico, acrilico su tela estroflessa riportata su tavola, 70×70 cm
Dimensionale cromodinamico, acrilico su tela estroflessa riportata su tavola, 60×60
Dimensionale cromodinamico, acrilico su tela estroflessa riportata su tavola, 70x70cm
Dimensionale cromodinamico, Acrilico su tela estroflessa riportata su tavola, 70×70 cm
Dimensionale multiplo, Acrilico su tela estroflessa riportata su tavola, 30×30 cm
Dimensionale cromodinamico, acrilico su tela estroflessa riportata su tavola, 60×60 cm
Dimensionale triangolare, acrilico su tela estroflessa riportata su tavola, 50×50 cm
Dimensionale cromodinamico, acrilico su tela estroflessa riportata su tavola, 60×60 cm
Dimensionale cromodinamico, acrilico su tela estroflessa riportata su tavola, 70x100cm
Dimensionale multiplo, acrilico su tela estroflessa riportata su tavola, 80×80 cm