Dinamicità dei colori

Varia la luce variano le cromie. Scelgo una struttura estroflessa poiché da la possibilità di trasportare la cromodinamicità dei colori mediante la luce (assorbimento, diffusione). I poligoni colorati inseriti sulla struttura estroflessa, con un angolo di 45°, creano infinite sfumature autonome e producono un punto massimo di luce che tende al chiaro, un punto minimo di luce che tende allo scuro e nel mezzo una infinità di sfumature (infinitesimo cromatico). Questo punto di minimo e di massimo è una dicotomia cromatica (vertici del triangolo). Le infinite sfumature nel mezzo del poligono tendono verso i vertici del triangolo senza toccarli mai, come se studiassimo il limite di una funzione che tende a zero (infinitesimo, forma indeterminata).


Si manifesta

La multivariarte si manifesta nella sua semplicità composita del divenire, è una riflessione che affianca ed esprime tutte le forme astratte multiple della dimensione umana che si evolve nel vivere la realtà, adeguandosi e evolvendosi in modo sincronico.

Diviene l’arte del presente e delinea i fattori invisibili che palpano e modellano l’uomo.

Diviene espressione artistica che indaga il cammino della vita, toccando gli aspetti e i fattori evanescenti che inducono un esito della vita dell’uomo, raffigurandola nell’arte.

Evidenzia eventi multipli nel contesto sociale, economico, politico, religioso, culturale della nostra vita, rappresentando parte di determinate componenti astratte che non hanno materia e forma, che si sentono e tendenzialmente danno la direzione dell’evento.

Osserva in parte le infinite relazioni che si combinano nell’uomo e tra l’uomo, imitando la vita.

Mette in relazione l’osservazione e la comunicazione, e comprendere alcuni aspetti e caratteristiche della nostra realtà, per definire lo stile del tempo.

Evidenzia, in parte, quelle variabili virtuali astratte che influenzano l’uomo e i sistemi inventati dall’uomo, fattori non palpabili, che si sentono e toccano la nostra esistenza.

Valuta dimensioni che non hanno durevolezza, ed evidenzia le relazioni che intercorrono tra l’uomo e l’uomo, tra l’uomo e il mondo, tra l’uomo e l’universo interiore, tra l’uomo e l’universo. Rende il non reale, percepito nelle sue diverse relazioni, reale tramite l’opera, incrociando il tridimensionalismo visibile e il multidimensionalismo vissuto dall’uomo.

Riproduce fattori, componenti, eventi, variabili, ed entra a far parte dell’intima essenza della verità delle diverse dimensioni umane, sintetizzate da un segmento, un poligono e un colore.


L'opera multivaria

La Multivariarte intraprende, un percorso che, con il tempo e il lavoro svolto, maturerà l’opera multivaria. Quando rifletto sull’opera multivaria, mi soffermo sulla percezione visiva dell’individuo spettatore, che ha una sua individuale percezione. L’opera multivaria si realizza per andare oltre la percezione visiva dell’individuo che osserva l’opera. Le diverse dimensioni impalpabili che si sentono e toccano l’esistenza dell’individuo vengono studiate e analizzate profondamente e trasportate nell’opera con la “Multivario Art“, che si basa sulla Statistica multivariata, la Chromothinking e la Psicometria. Se volessi rappresentare e cogliere una condizione che tocca la mia sensibilità rappresenterei la condizione su un supporto in maniera complessa. L’artista multivario, deve conoscere profondamente le persone che vivono quella condizione, carpire e impadronirsi di quella situazione, raccogliere e rilevare parole, pensieri, idee, sogni, preoccupazioni, di mille di quelle realtà indagate a fondo trasportandole in punti, linee, poligoni, colori e segmenti con la “Multivario Art“. Diventare un tutt’uno con variabili e dimensioni invisibili che condizionano una situazione, riconoscendo l’uomo come fonte di idee, ed essere intermediario nel  trasportare le diverse dimensioni astratte che stanno attorno a quella condizione (esterne), rappresentandolo grazie l’arte. La multivariarte rappresenta nell’opera segmenti e poligoni colorati, che cumulano le dimensioni di quella condizione più vicina o similare. Non dimentichiamo che il punto è l’unità minima del linguaggio visivo, qualsiasi immagine o scarabocchio è una combinazione di punti. L’opera multivaria oltre ad essere osservata metodologicamente in un’analisi funzionale, tecnica, strutturale, linguaggio o codice visivo, deve essere analizzata in questa fase come un’opera, dove domina la rappresentazione non delle dimensioni di una condizione, ma la condizione generale della realtà delle diverse dimensioni. Si osservano segmenti che non sono altro che punti in movimento e ogni segmento è una dimensione invisibile che influenza l’uomo, che fa parte di una condizione osservata profondamente, che va verso un senso e una direzione precisa e si interseca con altri segmenti che fluttuano su un fondo che li trasla. Inoltre l’opera multivaria intende evidenziare le diverse componenti che influenzano gli individui ed osservatori della realizzazione. L’utilizzo di materiali differenti serve ad ottenere effetti, grazie ai quali le dimensioni spaziali e le intersezioni di linee e colori creano combinazioni in grado di influenzare la percezione visiva. L’obiettivo è rendere il “non reale” – nelle sue diverse relazioni e dimensioni – “reale”. L’opera d’arte diviene il tramite per la comprensione del multidimensionalismo e faro guida per districarsi nella illusorietà del mondo.